Pereto - Rocca di Botte

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domenica 30 aprile 2017

Terza domenica di Pasqua - 30 Aprile 2017



O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua 
raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, 
donaci il tuo Spirito, 
perché nella celebrazione del mistero eucaristico
 riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto 
che apre il nostro cuore all'intelligenza delle Scritture, 
e si rivela a noi nell'atto di spezzare il pane. (Colletta)


Il comandamento dell'amore, che Gesù ha indicato nella sua vita e portato a compimento dal Risorto mediante il mistero Pasquale possiamo viverlo Santa Messa. 
Ma siamo sempre consapevoli di questo?

"...due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo". 

Tante volte anche noi partecipiamo al mistero eucaristico come i due discepoli: gli occhi impediti a riconoscere il Cristo Crocifisso e Risorto.
Gesù continua a donarsi a noi come ai discepoli di Emmaus facendosi nostro compagno di viaggio, mettendosi in cammino con la sua chiesa, con ciascun battezzato affinché anche noi risorti mediante il battesimo possiamo camminare a nostra volta con i nostri fratelli in Lui e con il mondo, con chi incontriamo su nostro cammino.

Donaci Signore il tuo Spirito
 affinchè possano aprirsi anche i nostri occhi
 e riconoscere che è alla tua presenza
 che arde il nostro cuore.






Seconda domenica di Pasqua - 23 Aprile 2017

Signore Dio nostro, 
che nella tua grande misericordia ci hai rigenerati 
a una speranza viva 
mediante la risurrezione del tuo Figlio,
 accresci in noi, sulla testimonianza degli Apostoli,
la fede pasqualeperché aderendo a lui pur senza averlo visto 
riceviamo il frutto della vita nuova. (Colletta)

La figura di Tommaso è quella che più rappresenta la condizione umana che spesso ha bisogno di vedere per credere. Gesù risponde a ciascuno di noi come a Tommaso:

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto; 
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Beati sono i cristiani di tutti i tempi che ricevono il frutto della vita nuova aderendo a Cristo sulla testimonianza degli apostoli, una testimonianza di fede viva vissuta insieme al punto da lasciare tutto per vivere insieme quell'insegnamento così prezioso lasciato da Gesù.

Tutti i credenti stavano insieme 
e avevano ogni cosa in comune; 
vendevano le loro proprietà e sostanze
 e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, 
prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 
lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
 ( At 2, 44-47)


Domenica di Resurrezione - 16 Aprile 2017

O Padre, che in questo giorno, 
per mezzo del tuo unico Figlio, 
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, 
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, 
di essere rinnovati nel tuo Spirito, 
per rinascere nella luce del Signore risorto.

Abbiamo vissuto i giorni della Passione, 
la crocifissione, la morte di Gesù!
Stanotte Cristo è risorto: e noi quando risorgiamo?
Per sconfiggere la morte Gesù ha vissuto la morte, per sconfiggere in noi l'individualismo, dobbiamo morire a noi stessi, al nostro io che ci impedisce di incontrare l'altro.

Il male che è in noi si esprime 
attraverso il conflitto dentro e fuori di noi.
Non si celebra allora la Pasqua nella famiglia se non la viviamo nel nostro cuore.

Maria di Magdala va al sepolcro con il buio.
Il buio è vivere l'esistenza nel peccato, il non essere pacificati, il non essere nella verità con se stessi... e così la luce che è potenzialmente in noi non si accende...

Chi ci libera? La luce di Cristo!
E' possibile accendere la luce di Cristo in noi se crediamo e viviamo una vita evangelica.

Quando deciderò a consegnare la mia vita a Gesù per lasciarla redimere?
Gesù ci redime vincendo il nostro peccato con l'Amore.

Sabato Santo : Veglia Pasquale - 15 Aprile 2017

Venerdì Santo: passione di nostro Signore Gesù Cristo - 14 Aprile 2017

Giovedì Santo : messa in Coena Domini 13 Aprile 2017

mercoledì 12 aprile 2017

Adorazione Giovedì Santo 2017


sabato 8 aprile 2017

Orari Settimana Santa 2017


32°Giornata Mondiale della Gioventù


lunedì 3 aprile 2017

Quinta domenica di Quaresima 2017


Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. (Gv 11, 17)




Il sepolcro è la casa del nostro essere quando ci sentiamo morti dentro a causa dei condizionamenti, quando al primo posto mettiamo il dio denaro, quando la nostra natura è vittima del nostro io istintuale. L’egoismo non ci fa’ vivere le relazioni perché ancora non facciamo rotolare la pietra dal sepolcro del nostro cuore.Gesù invece ci dice: “Uscite!”…”Vivete!”La vita vera è scoprire di essere già immortali, già eterni!
Il battesimo infatti ci chiama a morire a noi stessi per conoscere l’Amore di Dio seguendo l’insegnamento di Gesù per poi ridare agli altri i frutti della nostra sequela!Chiediamoci:“Che cosa mi impedisce di lasciarmi Amare da Dio?”


Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. (Gv 11,32-35)Gesù non piange per Lazzaro che è già in comunione con Lui, ma si commuove nel vedere Maria e gli altri Giudei soffrire per la morte di una persona cara.

Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». (Gv 11, 39-40)
Nel Vangelo di Giovanni la gloria di Dio si manifesta nella morte in croce di Gesù dove si manifesta totalmente l’Amore di Dio, l’amore per i nemici  Gesù esclama prima di morire: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. (Lc 23,34)

Arriviamo ad amare i nemici quando sconfiggiamo l’inimicizia che è in noi. Il cuore soffre finché viviamo il conflitto tra la ragione e le emozioni e costruiamo i muri dentro di noi. Chi conosce se stesso nella Verità raggiunge invece l’equilibrio in sé che gli permette di essere al servizio degli altri.
La resurrezione spirituale , quella del cuore, illumina la totalità della persona. 

domenica 2 aprile 2017

Quarta domenica di quaresima 2017

«Siamo ciechi anche noi?».




Le letture proposte nelle domeniche di Quaresima dell'anno A sono un cammino esegetico di preparazione al battesimo, nella scorsa settimana il tema era quello dell’acqua, questa settimana la luce.

Insieme al cieco nato siamo chiamati a illuminarci gradualmente riconoscendo Gesù prima come uomo…Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». (Gv 9, 10-11)


…in un secondo momento come profeta
Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». (Gv 9, 17)


…ed infine come Signore: Credo!Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». (Gv 9, 35-38)


Cosa ci impedisce di vivere la luce? La prigionia dell’io dal giudizio.
 Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». (Gv 9, 39)


Mediante il battesimo siamo chiamati a vivere l’Amore di Dio che ci libera dal Giudizio.


Da cosa riconosciamo i frutti della luce? Ci risponde la seconda lettura:
“frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità”. (Ef 5, 9)

domenica 19 marzo 2017

Terza domenica di quaresima 2017



“Quando manifesterò in voi la mia santità,
 vi raccoglierò da tutta la terra;
 e vi aspergerò con acqua pura e
 sarete purificati da tutte le vostre sozzure
 e io vi darò uno spirito nuovo”, dice il Signore.
(Antifona d'ingresso)

E’ bello sapere che la santità di Dio si manifesta nello stare insieme, il Signore ci convoca come chiesa, rigenerati dal battesimo, per purificare le nostre sozzure, ovvero le nostre relazioni malate che hanno come frutto lo scarto, il non incontro perché non illuminate della conoscenza del suo Amore.

Rispose Gesù: 
«Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete;
ma chi beve dell'acqua che io gli darò,
 non avrà mai più sete,
 anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui
 sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».
«Signore, gli disse la donna,
 dammi di quest'acqua,
 perché non abbia più sete
 e non continui a venire qui
 ad attingere acqua».
 (Gv 4, 13-15)

Il Vangelo di oggi è uno dei brani più belli riportati da Giovanni, l’incontro tra una donna Samaritana e Gesù. La donna rappresenta la nostra umanità ferita dall’ignoranza di ciò che si è realizzato nella storia: l’incarnazione del Figlio di Dio che con la sua morte in croce ci ha liberati dal peccato.  
Quale peccato ha messo in croce Gesù? Il potere che riattualizza il peccato originale ossia l’autosufficienza dell’uomo da Dio.

L’autosufficienza conduce l’uomo a vivere l’acqua ristagnata del pozzo, mentre coltivando e custodendo la relazione sacramentale con Dio, tutti i giorni, essa mi conduce a vivere la sostanza, l’acqua che zampilla, perché aprendomi alla relazione con Gesù mi rinnova e attraverso di Lui ricevo il Dono, lo Spirito Santo.

Il miracolo che la pagina odierna risalta avviene proprio al pozzo ed è quello dell’incontro tra la Samaritana e Gesù attraverso un dialogo che in modo graduale accompagna l’umanità ferita alla rivelazione graduale dell’Amore di Dio tanto da produrre una conversione radicale, la donna lascia l’anfora al pozzo.

La donna intanto lasciò la sua anfora, 
andò in città e disse alla gente:
 "Venite a vedere un uomo 
che mi ha detto tutto quello che ho fatto. 
Che sia forse il Messia?".  
Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
(Gv 4, 28-30)

L’anfora nel deserto rappresenta la fonte si sopravvivenza, quindi la vita stessa per annunciare agli altri l’incontro che le ha cambiato l’esistenza.

Dio ci convoca a stare insieme e noi siamo chiamati a fare questo esercizio di comunione, solo così troveremo in noi la forza per affrontare tutti i problemi, quella forza che il mondo non ci può dare.

"Egli chiese alla Samaritana l'acqua da bere, per farle il grande dono della fede, e di questa fede ebbe sete così ardente da accendere in lei la fiamma del tuo amore" .
(Prefazio)

giovedì 16 marzo 2017

La Speranza cristiana - Udienza Papa Francesco 15 Marzo 2017



La carità è una grazia: 
non consiste nel far trasparire 
quello che noi siamo, 
ma quello che il Signore ci dona 
e che noi liberamente accogliamo; 
e non si può esprimere nell’incontro con gli altri se prima non è generata dall’incontro 
con il volto mite e misericordioso di Gesù.


continua a leggere l'udienza di Papa Francesco di questa settimana;

domenica 12 marzo 2017

Seconda domenica di Quaresima 2017


"In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 
E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce." 
(Mt 17, 1-2)



O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri …
Abramo, nostro padre della fede, è chiamato a lasciare la sua patria, intesa come la casa del padre e con essa le sicurezze e la stabilità per credere alla promessa fatta a lui da Dio, quella di una discendenza. Questa promessa, questa alleanza però per realizzarsi ha bisogno di essere provata, viene provata la fede di Abramo ma l’alleanza viene pienamente realizzata nel mistero della Passione, morte e resurrezione di Gesù.
…e hai dato a noi la grazia di camminare alla luce del Vangelo, aprici all'ascolto del tuo Figlio,
Solo mediante l’ascolto del Vangelo possiamo camminare nella luce, cioè nella Verità che si realizza nella Carità. “Questi è il Figlio mio, l’Amato: ASCOLTATELO”.  Solo mediante l’obbedienza al Padre, che si manifesta durante la trasfigurazione sul Monte possiamo essere in relazione con Lui, mediante il Figlio: Gesù è la manifestazione dell’Essere di Dio. E l’Essere di Dio si manifesta nella Vita, nella Famiglia, relazione d’Amore aperta alla vita come immagine dell’amore trinitario.
…perché accettando nella nostra vita il mistero della croce, possiamo entrare nella gloria del tuo regno.
La richiesta fatta : “aprici all’ascolto” è ciò che ci permette di accettare nella nostra vita la croce, la sofferenza, che è possibile vivere soltanto con l’Amore di Dio che non è manipolabile. La presenza di Dio è una presenza discreta, che rispetta i nostri tempi, le nostre aspettative, i nostri sogni, i nostri desideri, ci lascia vivere ciò che sentiamo, ciò che ci piace, finché riconosciamo che la luce ci illumina dall’esterno, come il sole. Siamo allora chiamati a lasciarci illuminare da lui, a fare l’esperienza della contemplazione del suo volto trasfigurato, illuminato per riportare questa luce agli altri. Come Mosè che dopo aver fatto l’esperienza dell’incontro di Dio nel roveto aveva il volto luminoso.
Dobbiamo coltivare quindi questa intimità con Dio, come colui che ci illumina e che fa riflettere ciò che siamo, disporci di fronte a Gesù eucarestia con il desiderio di testimoniare il suo Amore agli altri nel servizio nascosto ai fratelli “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”.
Accettare il mistero della croce nella nostra vita vuol dire essere disposto a morire al mio io riconoscendo i miei limiti senza giustificarmi e per fare questo ho bisogno della comunità, della Chiesa, perché gli altri mi aiutano a cambiare me stesso e ho bisogno dell’accompagnamento dei pastori, dei sacerdoti, coloro che segretamente affidano ogni pecora al Padre.

Il deserto di domenica scorsa, l’ascolto, ci apre alla contemplazione del volto luminoso di Gesù trasfigurato sul monte per riportare agli altri questa luce. Possiamo allora far nostra la preghiera della colletta:
O Dio, che chiamasti alla fede i nostri padri
e hai dato a noi la grazia di camminare alla luce del Vangelo,
aprici all'ascolto del tuo Figlio,
perché accettando nella nostra vita il mistero della croce,

possiamo entrare nella gloria del tuo regno.

sabato 11 marzo 2017

Beata sei tu Maria!





Al tuo cuore di mamma 
vogliamo affidare 
tutto il nostro essere, 
la nostra persona, 
il nostro cuore!





giovedì 9 marzo 2017

Dalla pietra al legno ...work in progress

Dalla pietra al legno ...work in progress


Beata sei tu Maria! 
Da te è nato il Salvatore del mondo,
tu risplendi nella gloria di Dio.
Prega per noi il Cristo tuo figlio.

domenica 5 marzo 2017

Prima Domenica di Quaresima 2017

“In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto,
 per essere tentato dal diavolo”. 
(Mt 4,1)



Gesù uomo, figlio di Maria,  fu condotto nel deserto dallo Spirito di Dio, persona trinitaria come Lui, Cristo, il Figlio di Dio.
Le tentazioni di Gesù sono le tentazioni di ciascun uomo, esse ci fanno vivere la menzogna, ma Gesù ci offre la luce e la vita della figliolanza divina ricevuta mediante il battesimo.
Sconfiggendo le tentazioni scopriamo la nostra dignità di figli di Dio e per sconfiggerle dobbiamo coltivare lo spirito di Dio con la Parola di Dio.
Se faccio il bene, esso mi fa stare bene, allora questo bene va allenato nella perseveranza e la forza proveniente dall’ aver superato la prova è che nonostante la persecuzione e la sofferenza continuo ad amare.


“Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio»”.
(Mt 4,3-4).


Questa è la tentazione che la maggior parte di noi spesso vive: l’approccio magico del vivere, il voler cambiare ciò che viviamo. Il Figlio di Dio avrebbe potuto cambiare le pietre in pane, perché non lo fa? Perché Dio ha scelto di incarnarsi nella nostra umanità, e incarnandosi non cede alla corruzione dell’ autosufficienza proveniente dal peccato originale. E come lo fa? Rispondendo a ciò che vive  con la Parola di Dio.Tante volte ci chiediamo :”Perché le cose non cambiano se io prego?” La risposta a questa tentazione è il saper vivere la vita alla luce della Parola. 

Allora la crescita nella conoscenza di me in relazione alla Parola, luce e verità, mi fa crescere nella Bontà e questa fa crescere le relazioni autentiche, mi fa vivere il Noi nella misura in cui incontro il Tu.

sabato 4 marzo 2017

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017

"La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso 
e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. 
Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. 
Ogni vita che ci viene incontro è un dono 
e merita accoglienza, rispetto, amore. 
La Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi 
per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. 
Ma per poter fare questo è necessario 
prendere sul serio anche quanto il Vangelo ci rivela 
a proposito dell’uomo ricco." 
(Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2017)



Per leggere tutto il messaggio del papa clicca qui

martedì 28 febbraio 2017

Mercoledì delle Ceneri: Orario Messe



La Santa Messa delle Ceneri
sarà celebrata in Santuario
nei seguenti orari:
ore 7.00
ore 16.30

A tutti auguriamo 
un santo cammino di Quaresima!

mercoledì 14 dicembre 2016

III Domenica di Avvento - "Gaudete"



« I ciechi vedono…, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella »

« Colui che viene dopo di me è più potente di me; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco » (Mt 3, 11). Diremo forse che l’opera di battezzare in Spirito Santo e fuoco è di un’umanità simile alla nostra? Come potrebbe esserlo? Eppure, parlando di un uomo che non si è ancora fatto conoscere, Giovanni dichiara che egli battezza « in Spirito Santo e fuoco ». Non trasmettendo ai battezzati uno spirito non suo, come avrebbe fatto un servo qualsiasi, bensì come uno che è Dio per natura, e dona con sovrana potenza quello che viene da lui e a lui appartiene come suo essere. Per questa grazia, l’impronta divina si imprime in noi.

Infatti, in Cristo Gesù, siamo trasformati, fatti simili all’immagine divina; non perché il nostro corpo sia nuovamente plasmato, ma perché ricevendo lo Spirito Santo possiamo entrare in possesso di Cristo stesso, al punto di poter gridare ormai nella gioia: « La mia anima esulta nel Signore, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza » (Is 61,10). Infatti, dice l’apostolo Paolo: « Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo » (Ga 3,27).

Siete forse stati battezzati in un uomo? Silenzio, tu che sei soltanto uomo; vuoi forse abbassare fino a terra la nostra speranza? Siamo stati battezzati in un Dio fatto uomo; egli libera dalle loro pene e dalle loro colpe quanti credono in lui. « Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo… Dopo riceverete il dono dello Spirito Santo » (At 2,38). Allontana chi si attacca a lui… Fa sgorgare in noi la sua stessa natura… Lo Spirito appartiene in proprio al Figlio, che è divenuto un uomo simile a noi. Infatti egli è la vita di tutto quanto esiste.